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SUCCESSO DELLA RICERCA UNIVERSITARIA ITALIANA:
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| mercoledì 09 settembre 2009 |
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Tra le 272 pubblicazioni uscite su
Nature Physics nel 2008, rivista
scientifica internazionale tra le più prestigiose, solo 10 (meno del 4%) hanno
tra gli autori ricercatori italiani, solo 2 (lo 0,7%) sono interamente condotte
in Italia e nessuna è stata svolta in una sola istituzione di ricerca. E’ di
questi giorni la notizia che l’ultimo lavoro di tre ricercatori del Dipartimento
di Fisica di Unicam è stato pubblicato on line lo scorso 16 agosto proprio su
Nature Physics.
Si tratta di Pierbiagio Pieri (nato nel 1970), laurea alla
Scuola Normale di Pisa, dottorato a Bologna, post-doc e poi ricercatore di ruolo
all’Università di Camerino; Andrea Perali (1972), laurea e dottorato a Roma,
post-doc alla Rutgers University (USA), ricercatore, prima a tempo determinato
poi di ruolo, all’Università di Camerino; Giancarlo Strinati (1951), laurea a
Roma, master e dottorato a Chicago, associato a Roma e alla Scuola Normale,
ordinario all’Università di Camerino dal 1994. Tre ricercatori italiani ‘normali’, con esperienze di studio
e di lavoro all’estero, che hanno deciso di lavorare nell’università italiana;
se la tendenza italiana in tema di ricerca universitaria è quella di pensare
alla fuga delle migliori menti all’estero, all’Università di Camerino,
accade il contrario: i ricercatori producono eccellenti risultati e
confermano la qualità della ricerca dell’Ateneo. Le pubblicazioni sulla rivista
Nature sono, infatti, eventi piuttosto
rari, perché prevedono rigorose valutazioni, mediante peer review, da parte di
esperti appositamente selezionati; vedere pubblicata la ricerca assegna quindi
ancora più valore e qualità ad un lavoro svolto esclusivamente dai tre
ricercatori a Camerino. Lo studio si inserisce nel contesto del lavoro sulla
superconduttività e sulla superfluidità portato avanti con successo da anni dal
gruppo di ricerca guidato dal prof. Strinati. Raffreddati a temperature molto
basse, i materiali superconduttori acquisiscono la proprietà di condurre
corrente elettrica senza resistenza; i superfluidi sono invece quei liquidi
quantistici che al di sotto di una certa temperatura critica sono in grado di
scorrere senza alcun attrito. “Il nostro studio – affermano Pieri, Perali e Strinati -
presenta un’interpretazione teorica di esperimenti di spettroscopia a
radiofrequenza di gas fermionici ultrafreddi, che viene utilizzata come
strumento di analisi delle proprietà precursori del fenomeno della superfluidità
nello stato normale al di sopra della temperatura critica. Abbiamo calcolato numericamente gli
spettri basandoci su una teoria da noi elaborata, che si connette con la teoria
delle fluttuazioni dei superconduttori, stabilendo in tal modo un ponte
concettuale tra due sistemi fisici molto diversi tra loro. Gli spettri sono
stati poi confrontati con successo con i dati attualmente a disposizione
ottenuti da un gruppo sperimentale del
Massachusetts Institute
of Technology (MIT)
di Boston negli U.S.A. Siamo riusciti a dimostrare in particolare come il ruolo
delle fluttuazioni quantistiche negli atomi ultrafreddi sia considerevolmente
aumentato rispetto ai superconduttori”. “Questo lavoro di ricerca - proseguono
gli autori - contribuisce all’avanzamento dello stato dell’arte della fisica
quantistica dei sistemi a molti corpi, quali gli atomi fermionici ultrafreddi
intrappolati. Tali sistemi serviranno in futuro per applicazioni tecnologiche
riguardanti il computer quantistico, le misurazioni ultra precise di varie
grandezze fisiche, ed i simulatori quantistici di sistemi reali di difficile
realizzazione e comprensione fisica. Oltre ovviamente ad applicazioni al momento
non ancora immaginabili, come avviene sovente nel progresso scientifico e
tecnologico”. Enorme la soddisfazione espressa anche dal Rettore Unicam
prof. Fulvio Esposito: “Si tratta di un risultato straordinario per un sistema
universitario (quello italiano) spesso giustamente accusato di essere poco
attrattivo per il ‘mercato’ internazionale dei giovani ricercatori. Questo
successo rappresenta una conferma per la politica dell’Ateneo di investire
sull’alta formazione di giovani motivati, per far sì che i migliori “cervelli”
restino nei nostri Atenei e contribuiscano, attraverso la ricerca universitaria,
allo sviluppo del nostro territorio”.
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