Sta per arrivare in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui viene estesa
alle
"madri con partita Iva" iscritte alla gestione separata Inps, una tutela
che si
avvicina a quelle delle dipendenti
Nella tutela della maternità non ci saranno più distinzioni
tra lavoratrici
dipendenti e lavoratrici atipiche. Lo prevede un decreto che sarà
pubblicato
nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. Alle "madri lavoratrici"
iscritte alla
gestione separata dell'Inps sarà corrisposta un'indennità
di maternità per i
due mesi antecedenti al parto e per i tre mesi successivi alla nascita
pari
all'80% del reddito derivante dalla collaborazione. Per stabilire l'indennità
si
calcola il compenso medio "utile ai fini contributivi" avuto nei dodici
mesi
precedenti l'inizio del periodo indennizzabile. Ad avere diritto all'assegno
saranno quelle lavoratrici per le quali sono stati versati contributi per
almeno
tre mesi nei dodici mesi precedenti l'astensione pre parto.
L'indennità dovrebbe avere effetto retroattivo "a decorrere dal
1 gennaio
1998" (per i bambini nati nel 1998 si fa riferimento al reddito avuto nel
1997 o,
in mancanza, ai compensi avuti nello stesso anno) e valere anche per il
padre
lavoratore iscritto alla gestione separata in caso di morte o grave infermità
della madre, di abbandono del piccolo o di affidamento esclusivo del
bambino al padre. La misura dell'assegno dovrebbe essere inferiore all'80%
in caso di anzianità assicurativa inferiore ai dodici mesi. L'indennità
è
corrisposta dalla gestione separata in seguito a domanda presentata dagli
interessati.
Il provvedimento (che risale al governo dell'Ulivo, precisamente alla
Finanziaria del 2000) incontra il plauso di Nidil Cgil, il sindacato dei
lavoratori
atipici. «Dopo quasi quattro anni di lotte - ha detto il coordinatore
della
Nidil-Cgil, Emilio Viafora - sta per essere riconosciuto concretamente
il diritto
alla maternità e alla pari dignità con le altre lavoratrici».