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Dal 27 al 29 Marzo si è svolto presso l’Università di Barcellona il convegno di primavera dell’EUA focalizzato su “The Governance of European Universities post 2010 (II):Enhancing Institutional Mission and Profiles”. Una rappresentativa partecipazione italiana era stata auspicata anche dalla CRUI perché il convegno ha ospitato l’Assemblea Generale dove sono stati votati alcuni emendamenti allo statuto e il rinnovo di due membri del Board. Le università italiane presenti in sede di voto, erano : Bologna, Palermo, Milano Bicocca, Roma Torvergata, Siena, Padova, Pavia, Roma La Sapienza, Trento, Bolzano, Camerino e la stessa CRUI.

Di seguito, in breve, gli esiti dell’Assemblea Generale:

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tutti gli emendamenti proposti allo statuto sono stati approvati. In particolare sono stati maggiormente definiti i criteri di ammissione, cioè potranno essere ‘full members’ dell’EUA tutte le istituzioni:
    
  * con bilancio attivo da almeno cinque anni che comprenda anche fondi pubblici;
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che accolgano più corsi di dottorato di ricerca o almeno siano inserite in programmi di ricerca internazionali  con peer review;
   
  * che eroghino corsi di studio sottoposti a meccanismi di assicurazione di qualità secondo le linee guida dell’ENQA.

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i due nuovi membri sono il Professor Tadeusz Luty, docente di ingegneria, Rettore di Wroclaw University of Technology (Poland), e il Professor Lauritz Holm-Nielsen, docente di fitogeografia, Rettore dell’ University of Aarhus (Denmark).

Il rinnovo dei membri avviene gradualmente e per la prossima elezione del 2009 è già nota la candidatura del Prof. Silvestri, Rettore Univ di Palermo (attualmente non ci sono membri italiani nel board).  

Per quanto riguarda le sessioni del convegno, sicuramente sono state affrontate tematiche attualissime e di notevole interesse anche per noi, riassumo le principali.

 

Ottimizzazione della massa critica negli atenei. Come in Italia, anche in sede europea emergono necessità di riunire le forze tra piccoli atenei per raggiungere una buona massa critica, identificata tra i 12000 e i 25000 studenti, per economizzare nei servizi, per ottimizzare la produttività in termini di laureati, di attrattività di fondi e di ricerca. Per raggiungere questi scopi sono stati presentati interessantissimi esempi di università inglesi. Dal 2000 ad oggi ben circa 50 istituzioni inglesi hanno tentato la fusione, generalmente tra due, in alcuni casi con ottimi successi, in altri le trattative non si sono concluse. Si ricorda ad  esempio la London  Metropolitan University che da tre anni cresce in seguito ad una fusione. Ovviamente le motivazioni e le strategie di fusione possono essere varie: problemi a livello territoriale, di matching di discipline, di complementarietà, di ottimizzazione dei servizi ecc. Un’applicazione di strategie di estremo interesse è stata quella presentata dal Rettore dell’Univ di Losanna (UNIL), Ateneo precedentemente generalista, che negli ultimi anni  è stato partecipe di notevoli riarrangiamenti con l’università politecnica di Losanna (EFPL), dove si sono concentrate le attività scientifiche di area Mat, Fis, Chim (prima presenti anche a UNIL) ed ingegneria e l’Univ di Ginevra, altrettanto generalista. Quest’ultima ha accolto la Farmacia come sede esclusiva delle tre, mentre la stessa UNIL ha inglobato tutte le competenze biomediche, anche da Ginevra, costituendo anche un nuovo centro di genomica. UNIL ha anche mantenuto tutti i corsi di area naturalistica e geologica, mantenendo anche la parte umanistica già presente. Nel riarrangiamento sono state interessanti le strategie di movimento di personale.

 

Lancio del European Council for Doctoral Education (CDE). L’educazione dottorale è considerata una massima priorità a livello europeo nei prossimi anni e la missione del CDE è quella di elevarne la qualità. Le azioni principali saranno la preparazione di banche dati informativi per facilitare scambi e collaborazioni, l’organizzazione di workshop e altre attività di training, la discussione collettiva per un sistema più diffuso ed omogeneo a livello europeo e per un rispetto delle raccomandazioni europee, quali la Carta Europea per i ricercatori ed il Codice per il reclutamento. La partecipazione è possibile per tutti i full member EUA che accolgano scuole di dottorato o più corsi di dottorato, anche coordinati. La prima attività del CDE (il vero e proprio lancio) avverrà in un convegno a Losanna nel Giugno prossimo.

 

Coinvolgimento di stakeholder esterni nella governance degli atenei. Sono emerse buone pratiche di apertura e coinvolgimento di stakeholder provenienti dal mercato del lavoro negli organi accademici da università olandesi e inglesi. Anche il rettore Calzolari di Bologna ha presentato le attività del proprio Ateneo.

 

Attività di investimento di Atenei europei in paesi in veloce sviluppo economico.

L’Europa ha ancora la possibilità di “conquistare” culturalmente alcuni paesi in sviluppo, particolarmente quelli ad antica influenza inglese come l’area di Hong Kong e Singapore e quelli a loro vicini, Vietnam, intera Cina ecc. Il prof. Berti Andersson, ex-accademico di Stoccolma, attualmente Prorettore a Singapore, ha spiegato come il modello europeo fino ad ora gradito in quei paesi, sta entrando in competizione con il sistema americano più snello a livello organizzativo ed università americane stanno già investendo molto,  mentre le europee sono più lente. Ma ancora l’opportunità non è perduta e ci sono moltissimi spazi aperti. Sono stati presentati altri esempi di investimenti di università europee in in altri paesi via di sviluppo, esempi lungimiranti di centri di ricerca o di istituzioni per offerte formative, che porteranno sviluppo economico ed importante esportazione della cultura europea.

La maggioranza delle presentazioni sono già disponibili al sito  http://www.eua.be/index.php?id=578.