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Reportage
è un piccolo atto di presunzione.
E’ la pretesa di raccontare la realtà locale tramite un mezzo
documentario, la fotografia. E’ il tentativo, si spera non velleitario,
di osservarne i frammenti, a volte minuscoli, rintracciati
nella storia minore di un passato più o meno lontano. A volte
nell’attualità e nella quotidianità, laddove la cronaca aspira a
diventare memoria.
Ne risulta una sezione eterogenea dove si mescolano elementi diversi sul
piano stilistico e dei contenuti: le tentazioni estetizzanti, pur
presenti, cercano di cedere il passo al reportage, alla rappresentazione
visiva della vita sociale e dell’ambiente urbano e naturale. Nonostante
la frammentarietà, tipica delle pubblicazioni a carattere antologico, la
sezione aspira a contribuire alla
memoria storica di una comunità locale.
La fotografia, spesso relegata a mera decorazione, qui acquista
piena dignità espressiva e si propone come mezzo autonomo di indagine e
di documentazione oltre che di comunicazione.
Senza con ciò voler mortificare la forza della parola, ché anzi
l’insistita integrazione tra parola scritta e immagine va considerata
come elemento fondamentale della sezione.
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I
giorni della merla
Qui
una volta era tutta campagna
Paesaggi
legali
Gli
occhi, le mani
Il
mare profondo
La
mostra del '400
La
festa negata
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