
ADR
(Alternative Disputes Resolution)
Con tale acronimo, in senso lato, si intende l'insieme di sistemi e
strumenti diversi dal processo per risolvere una controversia
civile o commerciale avente ad oggetto diritti disponibili: dalla
negoziazione diretta alle diverse tipologie di arbitrato passando per le
molteplici forme di conciliazione stragiudiziale e mediazione.
Purtroppo non esiste una panacea per tutti i mali: diventa allora
essenziale effettuare una corretta diagnosi al fine id individuare la
terapia corretta.
Per operare una scelta oculata, può essere utile considerare i diversi
aspetti di seguito illustrati
Il conflitto
Nella controversia di carattere legale, ossia in tutte quelle situazioni
che finiscono (non cominciano) con il toccare o sovrapporsi ad aspetti
giuridici, sarebbe utile capire quanto diritto si innesta sulla
relazione.
Non esiste nel nostro ordinamento, né nella cultura o nell'etica
forense, il dovere o il consiglio di effettuare una sorta di screening
preventivo al fine di verificare se il cliente dell'avvocato sia
coinvolto con l'avversario in un contrasto su una questione di merito o
in conflitto sulla relazione.
In altri termini le parti hanno davvero un problema giuridico (distanze,
modalità di esercizio della servitù etc) o, invece,questo è solo una
aspetto che si va a sovrapporsi ad un problema relazionale tra vicini o
confinanti?
Il confine tra un conflitto realistico ed uno strumentale è, talvolta
molto labile; inoltre non è agevole nemmeno verificare se sia nato prima
il problema di diritto (l'uovo) o quello di relazione (la gallina).
Comunicazione
Ogni controversia si esplicita e concretizza per mezzo della
comunicazione. Così un soggetto/cliente comunica con il proprio avvocato
e questo con quello dell'avversario, con il giudice e con l'avversario
stesso.
Le parti contrapposte avranno a loro volta comunicato tra di loro e poi
avranno in qualche modo litigato generando un conflitto. Forse avranno
anche tentato una soluzione bonaria, amichevole o stragiudiziale che dir
si voglia, provando a negoziare.
Quello che le parti si dicono, però, è diverso da quello che si dicono
gli avvocati tra di loro e con il giudice. Diverso è anche il modo di
comunicare. Le parti possono litigare al telefono, di persona per email
o per lettera o in qualunque altro modo. Gli avvocati al contrario
parlano di legge e per mezzo dei rispettivi atti difensivi.
Si intuisce, dunque, che esistono diversi strumenti per comunicare come
diversi sono i contenuti della comunicazione.
Fondamentale, pertanto, intendersi sulla sua struttura e sul suo
funzionamento: linguaggio verbale o non verbale, analogico e digitale,
sintassi semantica e pragmatica sono i concetti alla base della
comunicazione efficace come strumento per comprender i reali termini del
problema che vede contrapposti gli individui in un conflitto.
La negoziazione
La negoziazione si può svolgere normalmente su diversi piani ed anche
contemporaneamente: così i litiganti sono liberi di valutare se una
certa condizione soddisfi un loro interesse economico, commerciale,
etico, morale o sia una semplice opportunità oppure una convenienza in
senso lato. L'aspetto economico, inteso come semplice scambio di
richieste, offerte e contro-offerte di natura monetaria si traduce
facilmente in una sorta di lotta che seppure simile ad una guerra di
logoramento o di posizione può, comunque, entro certi limiti,
essere reso più efficace ed efficiente.
Quali regole valgono al tavolo negoziale ?
esiste una strategia migliore?
Chi fa la prima offerta è sempre il più debole?
Percezioni ed
emozioni
Diversi studi dimostrano che, come si dice talvolta, la realtà non
esiste. Esistono, infatti, diversi modi di percepire le cose che ci
circondano: il fatto è che le percezioni possono essere il frutto di
“strani” meccanismi. Intanto perché non tutti percepiamo gli oggetti, le
sensazioni, gli odori, le condizioni di luce, nello stesso modo, e, poi,
perché talvolta percepiamo cose che semplicemente...non esistono.
Pensare, poi, che la controversia sia solo una questione di diritto,
potrebbe risultare limitativo. Non si può, infatti, di certo negare che
emozioni come la collera, la vergogna, l'invidia o molte altre
ancora, svolgano un ruolo attivo sia nella fase di nascita del conflitto
che nella fase di ricerca di una soluzione non giudiziale della lite.
Sotto tale profilo si può rilevare come il sistema processuale non si
preoccupi in alcun modo delle emozioni, con la conseguenza che, nella
migliore delle ipotesi le cose rimangono così come erano prima del
processo, mentre nel peggiore degli scenari la vicenda processuale non
fa che acuire il conflitto.
Nella ricerca di un accordo, poi, è facile immaginare quali effetti
possono produrre le emozioni al tavolo della trattativa: se una o
entrambe le parti provano ira, odio, risentimento, paura o altri
sentimenti, è ovvio che il loro modo di comunicare e di negoziale ne
risentirà più o meno intensamente.
In entrambi i casi, pertanto, può essere utile acquisire qualche nozione
in materia.
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