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L'insegnamento autonomo della Chimica

Nel 1860, a seguito dell'unione delle varie province della penisola al Regno d'Italia, fu varato un riordinamento degli Studi superiori (Legge Casati) a seguito del quale, il 24 gennaio 1861, l'Università di Camerino venne dichiarata Università libera. Il 21 marzo 1862 venne approvato dal Ministro dell'Istruzione Pubblica lo Statuto dell'Ateneo compilato dai Reggitori e dal Comune di Camerino. In esso figuravano due sole Facoltà: la Giuridica e la Medico Chirurgica con le annesse scuole di Farmacia (per il conferimento del diploma di Farmacista) e Bassa Veterinaria.
L'insegnamento della Chimica Generale Inorganica e Organica era inserito sia nella facoltà di Medicina e Chirurgia (I e II anno) sia nel corso di Chimica-Farmaceutica (Scuola di Farmacia - I anno) ed era impartito anche agli studenti di Veterinaria (I corso).
La Chimica Farmaceutica e Tossicologica era insegnata agli studenti di Farmacia del I e II anno; gli esercizi relativi, cui erano uniti quelli di analisi qualitativa, si tenevano presso un laboratorio di Chimica.
Da tempo era funzionante, infatti, un gabinetto di Chimica fondato dal Prof. Ottaviani nel 1828 ed utilizzato successivamente dal Prof. Reali, suo successore (1852).
Il primo laboratorio di Chimica, concepito secondo criteri scientifici moderni, fu fondato nel 1863 dal prof. Attilio Fabrini: Direttore della Scuola di Farmacia e titolare dell'insegnamento di Chimica Generale ed Inorganica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Il laboratorio, situato nell'antico palazzo ducale, era costituito da quattro ampie sale nelle quali erano dislocati: una collezione di prodotti organici ed inorganici, le bilance (di cui quella di precisione era racchiusa in doppia vetrina); una collezione mineralogica ed i mezzi di studio dei minerali (adatti al corso di Mineralogia impartito agli studenti di Farmacia); varie strumentazioni per le dimostrazioni pratiche (c'erano fra gli altri un rocchetto Ruhmkoff, un microscopio Zeiss, apparati Hoffman ed altri per ricerche tossicologiche, più una ricca raccolta di strumenti graduati e tarati, gassometri ecc.); cappe di aspirazione, fornelli, stufa e tavolo con reagentari; un distillatore con un grande bagno ad acqua e due stufe; un alambicco di rame. Annessa al Laboratorio fu organizzata anche una apprezzabile biblioteca scientifica.
Prof. FabriniIl Prof. Fabrini (di Verrucchio di Romagna 1838-1920) fu titolare dell'insegnamento della Chimica nella Facoltà di Medicina e Direttore della Scuola di Farmacia (dove oltre all'insegnamento di Chimica Generale teneva quello di Chimica Farmaceutica e Tossicologica nonché quello di Mineralogia) per oltre 50 anni (con una pausa nel solo periodo in cui divenne Rettore dell'Università - 1889/91).
Egli contribuì in maniera determinante al progressivo accrescimento della fama della Scuola da lui diretta e diede lustro all'Ateneo tutto con l'applicazione della sua scienza Chimica alla agricoltura pratica. Nella sua attività in questo settore produsse scritti notevolissimi ed operò anche concretamente contribuendo in modo rilevante al prosperare del locale "Comizio Agrario"; i suoi meriti in questo campo furono riconosciuti ai massimi livelli e fu insignito di una Medaglia d'oro dal Ministero.
Un nuovo importante capitolo della storia dell'Università di Camerino si apre nel 1924. Il 30 novembre di quest'anno infatti Re Vittorio Emanuele III decretò l'approvazione del nuovo Statuto dell'Ateneo ed il definitivo riconoscimento dell'Università come Università libera.
Per la prima volta fu riconosciuta alla Scuola di Farmacia la facoltà di conferire la laurea in Chimica e Farmacia oltre al Diploma professionale di Farmacista.
La prima laurea giunse nello stesso anno 1924/25 (ottenuta dal Dott. Leo Belluzzi da Camerino).
Presso la Scuola di Farmacia, inoltre, vennero istituiti due corsi: uno in Tecnica-Farmaceutica ed un altro in Chimica Clinica.
Nell'anno accademico 1927/28 fu apportata una modifica fondamentale nell'assetto dell'Ateneo: venne istituita (prima in Italia) la Facoltà di Chimica e Chimica e Farmacia; lo Statuto Universitario (approvato con regio decreto del 13 ottobre 1927) prevedeva per la nuova Facoltà il conferimento delle lauree in Chimica, in Chimica e Farmacia, e del diploma in Farmacia.
Nello stesso anno venne soppressa l'antica Facoltà di Medicina e Chirurgia; terminò così, a Camerino, la simbiosi storica fra lo studio della medicina e quello delle scienze chimiche.
Una decina d'anni più tardi, su concessione del Ministero, venne attivata la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e naturali (R.D.116 del 17 gennaio 1938). Questa Facoltà, a seguito di disposizioni legislative nazionali, era divenuta l'unica a poter conferire la laurea in Chimica.
Bisogna rilevare che fu decisiva, nelle procedure di concessione, la considerazione in cui era tenuta l'antica tradizione di studi chimici vantata dall'Ateneo Camerte; si tenne conto inoltre del patrimonio scientifico ed economico costituito dai laboratori, dalle apparecchiature e dal materiale esistente e facente capo a questa disciplina.
La nuova Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, che affiancò la Facoltà di Farmacia, conferiva le lauree in Chimica, in Scienze Biologiche ed in Scienze Naturali.
Con questo assetto, per ciò che riguarda gli insegnamenti scientifici, l'Università di Camerino giunse fino alla data della statizzazione, momento attesissimo e ritenuto vitale per la sopravvivenza dell'Ateneo (legge 254 del 13 marzo 1958).
Grazie all'intervento del Ministero, infatti, per tutta l'attività universitaria si aprirono nuove possibilità di sviluppo e di modernizzazione; grande giovamento ne trassero, in particolar modo, gli istituti scientifici allora attivi all'interno delle Facoltà di Farmacia e Scienze Matematiche Fisiche e Naturali.
La progressiva specializzazione dei vari settori dello studio delle Scienze Chimiche, infatti, consentiva ormai una separazione precisa ed un organizzazione autonoma in vari Istituti.
L'Istituto di Chimica Generale ed Inorganica, l'Istituto di Chimica Farmaceutica e Chimica Organica, l'Istituto di Fisiologia Generale e Chimica Biologica e l'Istituto di Farmacologia e Tecnica Farmaceutica poterono finalmente adeguare le proprie attrezzature ed i propri locali alle nuove e pressanti esigenze scientifiche e didattiche.
L'Istituto di Fisiologia Generale e Chimica Biologica e l'Istituto di Farmacologia e Tecnica Farmaceutica erano situati nella sede di Via Scalzino, dove rimangono anche attualmente, riuniti parzialmente nel Dipartimento di Microbiologia Cellulare ed Animale.
Gli istituti di Chimica Generale ed Inorganica e di Chimica Farmaceutica e Chimica Organica manterranno una propria autonomia fino al 4 giugno del 1982, data di confluenza delle due branche nell'attuale Dipartimento di Scienze Chimiche. 


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